CONFERENZA MAGAZZINO 26 DOTT.SSA GIULIA BERNARDI

Volentieri diffondiamo il seguente comunicato della docente GIULIA BERNARDI

Spero di farvi cosa gradita nel segnalarvi la conferenza che terrò il 18 maggio alle ore 11 al Magazzino 26 di Porto Vecchio (Sala Auditorium), in occasione della Biennale d’Arte Femminile:

*I GIOIELLI E LE DONNE DELLA VENEZIA GIULIA: due secoli di storia scritti al femminile*

Le donne portano gioielli. Per sentirsi più belle, per dimostrare il loro /status/, per rendere pubblico il potere economico della loro famiglia e del marito. Ricevono un prezioso che rappresenta più che un dono: tra la fine del Settecento e la Prima Guerra Mondiale è un vero e proprio /diktat/ sociale, imposto dalle regole non scritte che caratterizzano la collettività nell’area Alto Adriatica. Sono quindi, per usare un gioco di parole, delle “tradizioni auree”: gli usi, i costumi di una Trieste che fatichiamo a riconoscere e che ripercorreremo nei documenti e nei ricordi per poterla riscoprire e riassaporare. Gli ori familiari si tramandano per asse femminile – costituiscono parte cospicua della dote -, le donne possono disporne senza l’intervento del marito (anche per supportare in momenti di difficoltà la famiglia stessa), rendono pubblico il loro ceto sociale e la sua eventuale elevazione, sono espressione e prova di fatti accaduti o che stanno per accadere, segnano – sottolineandolo – ogni “rito di passaggio”. Perciò dalla nascita, alla Comunione, alla Cresima, al fidanzamento, al matrimonio, sino alla morte (con i gioielli da lutto) rappresentano un veicolo di comunicazione con regole esatte e imprescindibili. Ed infine: il valore apotropaico delle forme, dei colori, delle gemme, dei metalli usati sono precise indicazioni – visibili e condivisibili – del carico simbolico e del messaggio che quell’oggetto deve contenere per assolvere alla sua funzione privata, di dono sentimentale, e pubblica, di rendicontazione della stessa alla società.