CENNI STORICI

 

Nell’ottobre del 1982, nelle sale di un noto albergo triestino, il Gruppo Insegnanti stendeva il programma che dava corpo all’ anno accademico 1982-83, il primo  dell’Università della Terza Età.

Sin dal primo “Bollettino dell’Università della Terza Età”, risalente al mese di settembre del 1984, il Presidente Danilo Dobrina, elencando le attività, le funzioni e le finalità di questa Associazione, metteva in evidenza la necessità di corrispondere, con queste attività e funzioni, ad un vero e proprio “bisogno sociale”. Una formidabile intuizione, di quasi vent’anni, ed una consonanza perfetta ed armoniosa con il nuovo testo dell’ art. 118 della Costituzione, modificato nel 2001, il quale riconosce alla “autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati”, la facoltà di svolgere “attività di interesse generale”, sulla base del principio di sussidiarietà.

Ed è stato proprio per un bisogno di sussidiarietà, potremmo dire, che al termine del primo anno accademico, il 27 maggio del 1983, presso l’Università degli Studi di Trieste, è stata istituita formalmente l’Università della Terza Età, il cui atto costitutivo è stato sottoscritto dai soci fondatori sotto gli auspici delle istituzioni e del mondo accademico triestino; questi i nomi di chi in quell’avventura ha scommesso sin dall’inizio: Claudio Bevilacqua, Antonio Cocco, Francesco Saverio Feruglio, Paolo Fusaroli, Costantino Giacchetti, Mario Pini, Francesco Ramponi, Guido Salvi, Marino Visintin, Danilo Dobrina, Eraldo Bevilacqua.

Nomi che ci spiegano come, grazie alla iniziativa del Lions Club di Trieste, dopo la nascita, nel 1977, di un organismo quale la Pro-Senectute, abbia potuuto prender vita l’Università della Terza Età, inserendosi a pieno titolo, con il passare degli anni, in quella categoria di associazioni di promozione sociale che la legge 7 dicembre 2000, n. 383, ha definito “espressione di partecipazione, solidarietà e pluralismo”, riconoscendone il “carattere sociale, civile, culturale e di ricerca etica e spirituale”.

La grande partecipazione ha contraddistinto sin dall’inizio la storia della nostra Università: gli iscritti al primo Anno Accademico furono, inaspettatamente, più di cinquecento, e la crescita seguitò anche negli anni successivi, tanto da provocare crescenti problemi di carenza di sedi e di aule, risolti, in parte, soltanto nel 1990, quando, grazie alla concessione del Fondo Trieste e all’aiuto di operatori quali la Cassa di Risparmio di Trieste e la Stock s.p.a., l’Università ha potuto trasferire le proprie attività nell’attuale sede di via del Lazzaretto Vecchio. Le successive acquisizioni, del 2002 e del 2012, realizzate senza particolari aiuti e sostegni finanziari pubblici, ci hanno consentito di allargare la sede al piano superiore, dotandoci dell’attuale sede, forte di 10 aule capienti e comode, di adeguati spazi per uffici e servizi.

Il resto è la storia degli uomini e delle donne che hanno fatto grande questa Associazione, credendo in un progetto educativo lontano dagli stereotipi delle lezioni ex cathedra, investendo in un disegno di servizio alla persona che rifugge lo schema che vede la Pubblica Amministrazione quale unico erogatore di servizi, titolare esclusivo dell’interesse pubblico.

Nel 2004 è stata aperta la sezione di Muggia, nel 2008 quella di Duino Aurisina.

I 30 anni di attività della sede di Trieste e i 10 anni della sede di Muggia sono stati festeggiati anche con manifestazioni pubbliche con una notevole partecipazione di pubblico.

Nel 2015 abbiamo sviluppato la NewsLetters, Uni3triesteNews,un giornale on line collegato a questo sito, che copre le attività di Uni3 Trieste, nelle tre sedi di Trieste, di Duino Aurisina, di Muggia, incentrate sui corsi e sui laboratori, sulla Biblioteca, sulle conferenze, sugli spettacoli, sui viaggi e sui servizi offerti agli iscritti.

Attualmente UNI 3 conta su circa 1750 iscritti ai corsi ed ai laboratori, di cui 230 a Muggia e 130 a Duino Aurisina, nonché su 224 docenti e 40 assistenti.

L’attività può essere riassunta in: 305 corsi, relativi a 53 materie, suddivise in 12 indirizzi, 41 laboratori, con 6235 ore di lezione erogate, e 89.000 presenze complessive.

Concludiamo questa breve sintesi storica riprendendo le parole di uno dei soci fondatori – Mario Pini – secondo il quale lo spirito che Danilo Dobrina ha infuso alla “sua” Università costituisce il legato più vivo della sua opera, chiaramente espresso nel primo Bollettino dell’Università, alla cui lettura rimandiamo.

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